L’autunno dei commercialisti: in equilibrio tra il concordato biennale e gli altri adempimenti fiscali

Ottobre 28, 20240

L’autunno 2024 non si sta solo caratterizzando per il clima irrequieto e i colori, ma anche per la prosecuzione di tanti cambiamenti che erano stati annunciati durante l’estate e, purtroppo, anche qualche intoppo che promette una stagione complessa da gestire sia per noi consulenti che per i nostri clienti, imprese e professionisti.

Il panorama non ha esitato a complicarsi, a causa delle nuove misure introdotte dal governo che stanno modificando le normative profondamente, creando un’atmosfera di incertezza e di necessità di adeguamento.

Tra le classiche scadenze fiscali che accompagnano la seconda parte dell’anno alle novità che si stanno facendo strada, in questo articolo analizzeremo la situazione fiscale italiana in questo secondo semestre del 2024, cercando di fare chiarezza sui punti più oscuri.

Intanto vediamo insieme quali sono le date chiave di ottobre 2024:

  • 15 ottobre: era il giorno per il versamento dell’IVA per le associazioni senza scopo di lucro in regime agevolato più registrazione dei corrispettivi.
  • 16 ottobre: questa giornata raccoglieva ben 14 scadenze tra le quali il versamento della seconda rata di saldo dell’IVA 2023, la liquidazione e versamento IVA trimestrale. Per un elenco completo potete consultare qui.
  • 31 ottobre: anche questa giornata è pregna di scadenze, tra le quali la presentazione della dichiarazione dei redditi per i lavoratori autonomi.

Qualcuno potrebbe dire che non sembra una situazione molto complicata.

In effetti, se si guarda solo l’elenco di date e scadenze non emerge quanto invece il mondo della fiscalità sia oggetto di numerose modifiche che impongono un’attenta rivalutazione delle strategie fiscali e un’analisi accurata delle nuove opportunità.

In quanto consulenti, è quindi nostro dovere guidare le imprese clienti in questo mare, piuttosto tumultuoso, fatto di nuove normative, spostamenti e rivoluzioni.

Il concordato preventivo biennale

Il concordato preventivo biennale (CPB) è un nuovo strumento fiscale che consiste in un accordo con il Fisco tramite il quale le imprese possono stabilire un livello di tassazione predeterminato per due anni.

In parole semplici, per due anni l’impresa pagherà le tasse in base a una stima dell’Agenzia delle Entrate, anziché in base ai guadagni effettivi realizzati dall’azienda.

Lo scopo di questo concordato preventivo biennale sarebbe aiutare le imprese a rispettare gli obblighi fiscali, riducendo in contempo il rischio che possano incorrere in sanzioni.

Si può aderire entro il 31 ottobre 2024 e i requisiti sono:

  1. Avere un livello di affidabilità fiscale tra 6 e 8;
  2. Avere un fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro;
  • Non avere contenziosi con il Fisco e non aver presentato dichiarazioni fiscali con errori o omissioni negli ultimi tre anni

Come consulenti, abbiamo informato debitamente i nostri clienti di questa possibilità ma essendo una novità nel sistema, ci sono ancora dei dettagli poco chiari.

La complessità della consulenza

Il caso del concordato biennale è paradigmatico di cosa succede spesso, ovvero modifiche o innovazioni in corsa di anno solare che impongono al commercialista di doversi aggiornare in tempi rapidissimi.

Dopodiché, il consulente dovrebbe essere in grado di trasferire la sua conoscenza al cliente, sapendolo inoltre guidare tra leggi e decreti che non raramente confondono anche i più preparati.

Questo potrebbe trasformare un incontro di consulenza in una lezione, dove il commercialista si trova spesso a dover dedicare una parte importante del tempo a spiegare al cliente come muoversi tra gli adempimenti fiscali.

Il che, purtroppo, sottrae del tempo prezioso che potrebbe essere dedicato ad argomenti più importanti e strategici per il cliente quali:

  • Analizzare la situazione finanziaria e patrimoniale: il commercialista dovrebbe potersi dedicare a comprendere la situazione finanziaria del cliente, suggerendogli metodi per migliorarla.
  • Pianificare a lungo termine: il commercialista dovrebbe lavorare insieme al cliente a un piano fiscale a lungo termine, sostenibile e che tenga conto delle sue esigenze e degli obiettivi.
  • Sfruttare le opportunità fiscali: il commercialista mira ad aiutare il cliente a sfruttare al meglio le opportunità fiscali a sua disposizione nel complesso, con una prospettiva complessiva delle agevolazioni e degli incentivi.
  • Gestire il rischio fiscale: il commercialista non dovrebbe solo gestire gli adempimenti, ma aiutare il cliente a prevenire rischi fiscali come sanzioni e contenziosi.

Come fornire una consulenza di qualità nel mare della fiscalità italiana?

Tra adempimenti e scadenze, leggi che cambiano e clienti confusi, il consulente deve fornire un supporto completo e strategico che sia efficace e tecnicamente valido per la gestione della fiscalità-

Come farlo senza perdersi? Secondo noi le soluzioni a schiocco di dita non esistono, ma delle buone pratiche invece sì. Vediamole insieme:

  • Avere del materiale informativo chiaro e completo: il commercialista dovrebbe dotarsi di guide, schede, video selezionati tra le fonti affidabili da fornire al cliente per la consultazione in autonomia, in moda da essere più libero di dedicarsi a questioni più complesse.
  • Valutare gli strumenti digitali per gestire gli adempimenti: dotarsi di piattaforme online alle quali il cliente può accedere per tenere sotto controllo le scadenze e pagamenti potrebbe aiutare il consulente nel rapporto quotidiano con i propri clienti.
  • Offrire servizi di formazione e consulenza ad hoc: Questo potrebbe includere corsi, webinar o sessioni individuali dedicate all’educazione fiscale, che permettono al cliente di acquisire una maggiore autonomia nella gestione dei propri adempimenti.

E proprio parlando di questo, sapete che il nostro studio offre webinar e incontri sui temi della fiscalità e della gestione delle imprese?

Li abbiamo proprio pensati per i nostri clienti, aziende e professionisti, per approfondire i temi che più interessano; cominceranno a breve e se vi interessa potete chiedere informazioni compilando il nostro form oppure chiamandoci allo 0744 982222.

In definitiva, per essere l’alleato più fedele del cliente (come abbiamo analizzato nel nostro post precedente che potete recuperare qui) il commercialista dovrebbe trovare un equilibrio tra la necessità di fornire un’assistenza completa al cliente e quella di dedicare il tempo necessario a formarsi per poterlo fare. In questo modo potrà davvero essere il valore aggiunto nelle questioni strategiche dei propri clienti.

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Commercialista e Revisore contabile
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