Parte 2: Il finanziamento non bancario
Table of contents
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- Il finanziamento non bancario
- Finanza agevolata
- Finanza alternativa
- Private equity
- Crowfunding
- Mini bond
- Pianificare la liquidità: proteggere la propria azienda
- Il finanziamento non bancario
1. Il finanziamento non bancario
Nella prima parte di questo doppio articolo, che potete recuperare qui, abbiamo illustrato le varie forme di finanziamento erogate dalle banche; ma questa non è l’unica forma alla quale può accedere un’azienda che ha bisogno di liquidità.
Esistono infatti diverse tipologie di finanziamento non bancario, ovvero esterno al circuito delle banche, che possono rivelarsi degli strumenti molto vantaggiosi per le imprese.
Prima di affrontare le tipologie di finanziamento non bancario, quali sono le domande che un imprenditore dovrebbe rivolgersi per valutare un finanziamento (vale anche per quello bancario)?
- Quali sono le esigenze di capitale dell’attività? Ossia, di quanto denaro ha necessità l’impresa per affrontare le sfide che si prefigge o i progetti che ha in cantiere?
- Qual è la situazione finanziaria dell’azienda? In questo caso è fondamentale svolgere un’analisi dettagliata del bilancio, del cash flow e della liquidità.
- Quali sono le condizioni di rimborso che vanno considerate? È imprescindibile pianificare il rimborso del capitale preso con un finanziamento, accertandosi che sia compatibile con la situazione finanziaria dell’azienda.
Una volta che si è stati in grado di rispondere in modo abbastanza esaustivo a queste domande le quali, come abbiamo detto, valgono anche nel momento in cui si sta valutando un finanziamento bancario, allora è possibile passare in rassegna le principali forme di prestito non bancario.
Generalmente, queste vengono suddivise in due grandi settori: la finanza agevolata e la finanza alternativa.
La finanza agevolata
La finanza agevolata conta piani, programmi e incentivi che enti pubblici, organizzazioni e istituti specializzati mettono a disposizione per sostenere le imprese nei loro progetti di crescita e sviluppo.
Sono strumenti con tassi di interesse più vantaggiosi e anche delle tempistiche di rimborso più lunghe rispetto ai prestiti bancari.
I programmi di finanza agevolata sono destinati a categorie precise di imprese come PMI e startup e possono essere riservati a progetti innovazione e ricerca, sottolineando in questo modo il suo carattere di investimento per lo sviluppo e la crescita delle aziende.
La finanza alternativa
Come si intuisce dal nome, copre tutti quegli strumenti di finanziamento come fondi privati, venture capital e altre forme esterne al mondo bancario.
Vediamo insieme quali sono le principali forme di finanza alternativa a disposizione delle imprese:
- Private equity: prevede il rilevamento di quote del capitale di rischio di un’impresa da parte di un investitore professionale. Soggetti privati e fondi di investimento specializzati possono acquisire quote già esistenti oppure se ne possono emettere di nuove per far entrare capitale fresco in azienda (nell’equity). Una particolare declinazione del private equity è il venture capital che è destinato a imprese in costruzione o startup in cui un investitore si propone come partner per un tempo determinato alla luce della realizzazione di un progetto.
- Mini bond: si tratta di titoli obbligazionari (con qualsiasi scadenza) e cambiali finanziarie (scadenza a 36 mesi) che un’impresa, spesso una PMI, emette in favore di investitori professionali che ricevono una remunerazione a fronte della raccolta di capitale.
- Crowfunding: è di fatto una raccolta fondi effettuata tramite piattaforme web in cui si ricercano potenziali finanziatori per un progetto. Chi propone il progetto può offrire ai propri finanziatori una “ricompensa” a seconda del capitale versato.
- Direct lending: prevede l’erogazione di prestiti a medio lungo termine a imprese (di ogni grandezza) da parte di soggetti non bancari (in genere sono fondi di investimento specializzati) destinati a progetti di crescita o di rifinanziamento del credito.
2. Pianificare la liquidità: proteggere la propria azienda
Abbiamo visto quanti modi esistano per poter rivitalizzare il capitale di un’azienda e permetterle di affrontare un momento di passaggio, una nuova sfida o una difficoltà.
Ma nel processo di scelta di un finanziamento, sia esso bancario o non, è fondamentale pianificare la propria liquidità, cercando in questo modo di evitare i debiti; se viene pensata e messa in atto una pianificazione attenta è possibile evitare l’insolvenza e gestire nel modo migliore il proprio progetto aziendale.
Cosa fare quindi?
- Monitorare il cash flow: bisogna controllare attentamente il movimento di denaro in cassa e sul conto corrente, registrando tutto ciò che entra ed esce; in questo modo è possibile anche prevedere la disponibilità o meno di liquidità.
- Ottimizzare incassi e pagamenti: saper organizzare in modo efficiente le uscite e le entrate permette di mantenere un cash flow senza troppi momenti di stasi o difficoltà monetaria.
- Impostare un piano di rimborso: quando si richiede un prestito vanno considerati anche tutti i costi aggiuntivi e gli interessi, è perciò importante allineare il flusso di cassa con le obbligazioni derivanti dal finanziamento.
Le aziende hanno quindi un ampio ventaglio di possibilità per aumentare la propria liquidità e finanziare nuovi progetti, espansioni o anche momenti di difficoltà; ovviamente, la scelta di uno strumento di finanziamento, come abbiamo detto, dipende da diversi fattori che l’azienda deve considerare con oculatezza e attenzione.
Lo Studio Bonifazi è a disposizione proprio per assistere e consigliare l’imprenditore in questa scelta complessa e importante della vita della sua azienda.
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