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	<title>impresa - Valentina Bonifazi</title>
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	<description>Commercialista e Revisore contabile</description>
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	<title>impresa - Valentina Bonifazi</title>
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		<title>Imprenditore, non sottovalutare il tuo commercialista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[VBonifazi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 09:27:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Advices]]></category>
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		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un imprenditore si rivolge al suo commercialista per poche questioni, ma in realtà sta sottovalutando il suo potenziale. Il commercialista è spesso visto come un semplice contabile. Relegato dietro la scrivania, occhi al pc, con una pila di fatture accanto. Ma la realtà, come spesso accade, è molto diversa. In realtà, il ruolo del commercialista...</p>
<p>The post <a href="https://www.valentinabonifazi.it/2024/11/25/imprenditore-non-sottovalutare-il-tuo-commercialista/">Imprenditore, non sottovalutare il tuo commercialista</a> first appeared on <a href="https://www.valentinabonifazi.it">Valentina Bonifazi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un imprenditore si rivolge al suo commercialista per poche questioni, ma in realtà sta sottovalutando il suo potenziale.</p>
<p>Il commercialista è spesso visto come un semplice contabile.</p>
<p>Relegato dietro la scrivania, occhi al pc, con una pila di fatture accanto. Ma la realtà, come spesso accade, è molto diversa.</p>
<p>In realtà, il ruolo del commercialista va ben oltre la gestione delle tasse e della contabilità; contempla numerose attività, spesso anche poco note all’imprenditore che gli si rivolge.</p>
<p>Essere un buon commercialista non significa fare il tuttologo, ma destreggiarsi in diversi campi diventando un partner strategico per l’imprenditore.</p>
<p>Creando un rapporto costruttivo, onesto e collaborativo, imprenditore e commercialista possono navigare più agilmente tra le complessità finanziarie italiane. Ciò permetterà all&#8217;azienda di crescere e svilupparsi nel modo migliore possibile.</p>
<h6><strong>Il commercialista <a href="https://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/13310-la-responsabilit-del-professionista-che-aiuta-ad-evadere-le-imposte.html">non è colui che ti aiuta ad evadere le tasse</a>.</strong></h6>
<p>Ma è chi sa guidare verso le scelte più proficue per l&#8217;attività. È anche chi sa avvisare quando ci sono problemi o rischi troppo elevati. E averne uno competente, in questo panorama fiscale così complesso, è un asset incredibile per un&#8217;azienda.</p>
<p>Vediamo perciò quali sono le principali attività che il commercialista svolge per l’imprenditore e che spesso vengono sottovalutate:</p>
<ol>
<li><strong>Sviluppo della pianificazione fiscale e analisi finanziaria. </strong>Essere un imprenditore significa anche fissare degli obiettivi finanziari e darsi delle strategie per raggiungerli. Un commercialista competente supporta nello sviluppo di un piano finanziario adatto alle esigenze della singola azienda. Contempla il budget, le previsioni e la pianificazione dei pagamenti tributari. Studiando lo storico e i dati aggiornati, il commercialista può aiutare a minimizzare il carico fiscale e massimizzare la salute finanziaria della tua azienda, gestendo meglio i crediti d&#8217;imposta e pianificando gli investimenti.</li>
</ol>
<ol>
<li><strong>Adattamento alla conformità normativa. </strong>Uno dei compiti principali del commercialista è garantire che l’azienda sia conforme alla normativa fiscale e contabile. Non si tratta solo di annotare il pagamento delle tasse, ma di gestire la preparazione dei bilanci e fornire consulenza su questioni legali e regolamentari. Un’azienda conforme alla normativa evita sanzioni e mantiene una buona reputazione a livello creditizio e legale.</li>
<li><strong>Cash flow management, ossia gestione della liquidità. </strong>È un aspetto nodale di ogni attività. Monitorare i flussi di cassa, prevedere entrate e uscite e gestire le risorse finanziarie in modo oculato sono tutti compiti che un commercialista competente può svolgere a fianco dell’imprenditore. In questo modo si possono evitare problemi di liquidità che rischiano di minare la sopravvivenza dell&#8217;azienda e di contro, si possono prendere decisioni informate su investimenti e fondi, mantenendo la stabilità finanziaria dell’azienda.</li>
<li><strong>Ottimizzazione e controllo dei costi. </strong>Oltre alle attività più strettamente legate all’area contabile e finanziaria, il commercialista può supportare l’imprenditore anche in un altro aspetto fondamentale, quello dell’ottimizzazione dei processi aziendali e del controllo dei costi. Analizzando questi processi egli può identificare le aree di inefficienza e proporre soluzioni per ottimizzare le operazioni. Oltre a questo, il commercialista può essere un validissimo supporto nel miglioramento di tantissimi aspetti del meccanismo di funzionamento dell’azienda. Vediamone insieme qualcuno:
<ul>
<li><strong>Implementazione di software gestionali e digitalizzazione</strong></li>
</ul>
</li>
</ol>
<p style="padding-left: 40px;">Il commercialista può consigliare e implementare soluzioni software che rispondano meglio alle esigenze specifiche dell&#8217;azienda, come sistemi ERP (Enterprise Resource Planning) o CRM (Customer Relationship Management). Inoltre, può aiutare nella digitalizzazione dei processi aziendali suggerendo strategie adatte all&#8217;azienda. Ciò migliora l&#8217;efficienza e la competitività perché snellisce i processi contabili e amministrativi, riducendo l’ammontare del cartaceo e migliorando l’accesso alle informazioni.</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li><strong>Formazione del personale</strong></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;">Un personale formato è personale efficiente. Il commercialista può organizzare momenti di formazione in cui illustrare nuove procedure, software e best practice contabili. Questo permette a tutti i membri del team di essere aggiornati.</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li><strong>Revisione dei costi</strong></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;">Fornendo report e dati su come risparmiare liquidità, il commercialista può aiutare l’imprenditore a ridurre i costi senza compromettere la qualità dei prodotti o servizi; per esempio, negoziando con i fornitori o ottimizzando le scorte si possono liberare risorse da destinare ad altri progetti.</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li><strong>Gestione del cambiamento</strong></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;"><em>Introdurre in azienda processi e tecnologie nuove può essere complesso e richiedere attenzione. Il commercialista può essere un aiuto solido per l’imprenditore nella gestione del cambiamento, assicurando l’adozione corretta delle procedure e il supporto adeguato al personale durante la transizione.</em></p>
<p>Infine, il commercialista può diventare un interlocutore indispensabile con il quale creare un rapporto e una comunicazione basati sulla trasparenza e la fiducia.</p>
<p>Il commercialista sa tradurre in linguaggio semplice le non sempre comprensibili disposizioni della fiscalità italiana, aiutando l’imprenditore e l’azienda a diventare efficienti. Lavorando insieme, commercialista e imprenditore possono far raggiungere all’azienda gli obiettivi prefissati.</p>
<p>È per questo che invito gli imprenditori a sfruttare al massimo la collaborazione con il proprio commercialista, anche per attività che spesso restano in secondo piano.</p>
<p>Avere accanto un consulente che sa spiegare i perché e i come di certe attività e strategie è una risorsa indispensabile per costruire e mantenere un’azienda solida e in salute.</p>
<p>Per qualsiasi domanda e consulenza contatta il nostro studio tramite il <a href="https://www.valentinabonifazi.it/contatti/">form</a> oppure chiamandoci allo 0744 982222.</p><p>The post <a href="https://www.valentinabonifazi.it/2024/11/25/imprenditore-non-sottovalutare-il-tuo-commercialista/">Imprenditore, non sottovalutare il tuo commercialista</a> first appeared on <a href="https://www.valentinabonifazi.it">Valentina Bonifazi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Finanziamento per le imprese: una guida chiara &#8211; parte 2</title>
		<link>https://www.valentinabonifazi.it/2024/09/09/finanziamento-per-le-imprese-parte-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[VBonifazi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 10:22:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Consultation]]></category>
		<category><![CDATA[banca]]></category>
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		<category><![CDATA[impresa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parte 2: Il finanziamento non bancario Table of contents Il finanziamento non bancario Finanza agevolata Finanza alternativa Private equity Crowfunding Mini bond Pianificare la liquidità: proteggere la propria azienda 1. Il finanziamento non bancario Nella prima parte di questo doppio articolo, che potete recuperare qui, abbiamo illustrato le varie forme di finanziamento erogate dalle banche;...</p>
<p>The post <a href="https://www.valentinabonifazi.it/2024/09/09/finanziamento-per-le-imprese-parte-2/">Finanziamento per le imprese: una guida chiara – parte 2</a> first appeared on <a href="https://www.valentinabonifazi.it">Valentina Bonifazi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Parte 2: Il finanziamento non bancario</h3>
<h5>Table of contents</h5>
<ol>
<li style="list-style-type: none;">
<ol>
<li>Il finanziamento non bancario
<ul>
<li>Finanza agevolata</li>
<li>Finanza alternativa
<ol>
<li>Private equity</li>
<li>Crowfunding</li>
<li>Mini bond</li>
</ol>
</li>
</ul>
</li>
</ol>
<ol start="2">
<li>Pianificare la liquidità: proteggere la propria azienda</li>
</ol>
</li>
</ol>
<h4>1. Il finanziamento non bancario</h4>
<p>Nella prima parte di questo doppio articolo, che potete <a href="https://www.valentinabonifazi.it/2024/08/08/finanziamento-imprese-guida-chiara/">recuperare qui</a>, abbiamo illustrato le varie forme di finanziamento erogate dalle banche; ma questa non è l’unica forma alla quale può accedere un’azienda che ha bisogno di liquidità.</p>
<p>Esistono infatti diverse tipologie di finanziamento non bancario, ovvero esterno al circuito delle banche, che possono rivelarsi degli strumenti molto vantaggiosi per le imprese.</p>
<p>Prima di affrontare le tipologie di finanziamento non bancario, quali sono le domande che un imprenditore dovrebbe rivolgersi per valutare un finanziamento (vale anche per quello bancario)?</p>
<ol>
<li>Quali sono le esigenze di capitale dell’attività? Ossia, di quanto denaro ha necessità l’impresa per affrontare le sfide che si prefigge o i progetti che ha in cantiere?</li>
<li>Qual è la situazione finanziaria dell’azienda? In questo caso è fondamentale svolgere un’analisi dettagliata del bilancio, del cash flow e della liquidità.</li>
<li>Quali sono le condizioni di rimborso che vanno considerate? È imprescindibile pianificare il rimborso del capitale preso con un finanziamento, accertandosi che sia compatibile con la situazione finanziaria dell’azienda.</li>
</ol>
<p>Una volta che si è stati in grado di rispondere in modo abbastanza esaustivo a queste domande le quali, come abbiamo detto, valgono anche nel momento in cui si sta valutando un finanziamento bancario, allora è possibile passare in rassegna le principali forme di prestito non bancario.</p>
<p>Generalmente, queste vengono suddivise in due grandi settori: la finanza agevolata e la finanza alternativa.</p>
<h5>La finanza agevolata</h5>
<p>La finanza agevolata conta piani, programmi e incentivi che enti pubblici, organizzazioni e istituti specializzati mettono a disposizione per sostenere le imprese nei loro progetti di crescita e sviluppo.</p>
<p>Sono strumenti con tassi di interesse più vantaggiosi e anche delle tempistiche di rimborso più lunghe rispetto ai prestiti bancari.</p>
<p>I programmi di finanza agevolata sono destinati a categorie precise di imprese come PMI e startup e possono essere riservati a progetti innovazione e ricerca, sottolineando in questo modo il suo carattere di investimento per lo sviluppo e la crescita delle aziende.</p>
<h5>La finanza alternativa</h5>
<p>Come si intuisce dal nome, copre tutti quegli strumenti di finanziamento come fondi privati, venture capital e altre forme esterne al mondo bancario.</p>
<p>Vediamo insieme quali sono le principali forme di finanza alternativa a disposizione delle imprese:</p>
<ul>
<li><strong>Private equity:</strong> prevede il rilevamento di quote del capitale di rischio di un’impresa da parte di un investitore professionale. Soggetti privati e fondi di investimento specializzati possono acquisire quote già esistenti oppure se ne possono emettere di nuove per far entrare capitale fresco in azienda (nell’equity). Una particolare declinazione del private equity è il <strong>venture capital</strong> che è destinato a imprese in costruzione o startup in cui un investitore si propone come partner per un tempo determinato alla luce della realizzazione di un progetto.</li>
<li><strong>Mini bond:</strong> si tratta di titoli obbligazionari (con qualsiasi scadenza) e cambiali finanziarie (scadenza a 36 mesi) che un’impresa, spesso una PMI, emette in favore di investitori professionali che ricevono una remunerazione a fronte della raccolta di capitale.</li>
<li><strong>Crowfunding: </strong>è di fatto una raccolta fondi effettuata tramite piattaforme web in cui si ricercano potenziali finanziatori per un progetto. Chi propone il progetto può offrire ai propri finanziatori una “ricompensa” a seconda del capitale versato.</li>
<li><strong>Direct lending: </strong>prevede l’erogazione di prestiti a medio lungo termine a imprese (di ogni grandezza) da parte di soggetti non bancari (in genere sono fondi di investimento specializzati) destinati a progetti di crescita o di rifinanziamento del credito.</li>
</ul>
<h4>2. Pianificare la liquidità: proteggere la propria azienda</h4>
<p>Abbiamo visto quanti modi esistano per poter rivitalizzare il capitale di un’azienda e permetterle di affrontare un momento di passaggio, una nuova sfida o una difficoltà.</p>
<p>Ma nel processo di scelta di un finanziamento, sia esso bancario o non, è fondamentale pianificare la propria liquidità, cercando in questo modo di evitare i debiti; se viene pensata e messa in atto una pianificazione attenta è possibile evitare l’insolvenza e gestire nel modo migliore il proprio progetto aziendale.</p>
<p>Cosa fare quindi?</p>
<ol>
<li><strong>Monitorare il cash flow:</strong> bisogna controllare attentamente il movimento di denaro in cassa e sul conto corrente, registrando tutto ciò che entra ed esce; in questo modo è possibile anche prevedere la disponibilità o meno di liquidità.</li>
<li><strong>Ottimizzare incassi e pagamenti:</strong> saper organizzare in modo efficiente le uscite e le entrate permette di mantenere un cash flow senza troppi momenti di stasi o difficoltà monetaria.</li>
<li><strong>Impostare un piano di rimborso:</strong> quando si richiede un prestito vanno considerati anche tutti i costi aggiuntivi e gli interessi, è perciò importante allineare il flusso di cassa con le obbligazioni derivanti dal finanziamento.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le aziende hanno quindi un ampio ventaglio di possibilità per aumentare la propria liquidità e finanziare nuovi progetti, espansioni o anche momenti di difficoltà; ovviamente, la scelta di uno strumento di finanziamento, come abbiamo detto, dipende da diversi fattori che l’azienda deve considerare con oculatezza e attenzione.</p>
<p>Lo Studio Bonifazi è a disposizione proprio per assistere e consigliare l’imprenditore in questa scelta complessa e importante della vita della sua azienda.</p>
<p>Se sei un imprenditore e hai necessità di una consulenza, contatta lo studio al 0744 982222 oppure compilando il <a href="https://www.valentinabonifazi.it/contatti/">form</a>.</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.valentinabonifazi.it/2024/09/09/finanziamento-per-le-imprese-parte-2/">Finanziamento per le imprese: una guida chiara – parte 2</a> first appeared on <a href="https://www.valentinabonifazi.it">Valentina Bonifazi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Finanziamento per le imprese: una guida chiara</title>
		<link>https://www.valentinabonifazi.it/2024/08/08/finanziamento-imprese-guida-chiara/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[VBonifazi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2024 07:54:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Consultation]]></category>
		<category><![CDATA[banca]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamento]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parte 1: Il finanziamento e le sue varie declinazioni: il bancario Questo articolo è la prima parte di un argomento di grande importanza, il finanziamento per le aziende. Guarderemo da vicino le varie forme di finanziamento bancario e analizzeremo come esso sia uno strumento finanziario cruciale per gestire la liquidità aziendale. Inoltre, vedremo come l’imprenditore...</p>
<p>The post <a href="https://www.valentinabonifazi.it/2024/08/08/finanziamento-imprese-guida-chiara/">Finanziamento per le imprese: una guida chiara</a> first appeared on <a href="https://www.valentinabonifazi.it">Valentina Bonifazi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Parte 1: Il finanziamento e le sue varie declinazioni: il bancario</h3>
<p>Questo articolo è la prima parte di un argomento di grande importanza, il finanziamento per le aziende.</p>
<p>Guarderemo da vicino le varie forme di finanziamento bancario e analizzeremo come esso sia uno strumento finanziario cruciale per gestire la liquidità aziendale.</p>
<p>Inoltre, vedremo come l’imprenditore può renderlo sostenibile sfruttando una gestione accorta e progettata del flusso di cassa.</p>
<h5>Table of contents</h5>
<ol>
<li>Cos’è un finanziamento, in cosa è diverso da un prestito e perché per un’azienda è fondamentale il denaro fresco
<ul>
<li>La differenza tra finanziamento a breve termine e a medio-lungo termine</li>
<li>La differenza tra finanziamento interno ed esterno</li>
</ul>
</li>
<li>Il finanziamento bancario
<ul>
<li>Mutuo</li>
<li>Credito in conto corrente</li>
<li>Anticipo</li>
<li>Finanziamento a progetto</li>
<li>Leasing finanziario</li>
</ul>
</li>
</ol>
<h4>1. Cos’è il finanziamento, in cosa è diverso da un prestito e perché per un’azienda è fondamentale il denaro fresco</h4>
<p>Il finanziamento è uno strumento di importanza cruciale per le aziende, sia di piccole che di grandi dimensioni. Richiedendo un finanziamento, l’impresa si indebita ma non per questo si mette a rischio; infatti, è un passaggio quasi obbligato quando si avvia un nuovo progetto,</p>
<p>Per<a href="https://www.camcom.bz.it/sites/default/files/uploaded_files/sviluppo_impresa/Leitfaden%20Finanzierung%20IT.pdf"> finanziamento</a> si intendono tutte le operazioni finanziarie all’interno di un’impresa; più precisamente, il finanziamento indica la messa a disposizione di capitale per scopi aziendali.</p>
<p>È un <strong>prestito di denaro </strong>che può servire ad avviare un’impresa, a farla crescere o per affrontare delle emergenze. Di fatto, con il finanziamento l’impresa può dotarsi delle risorse monetarie indispensabili per perseguire i propri obiettivi e affrontare il mercato senza andare in sofferenza.</p>
<p>Ottenere del denaro fresco è fondamentale per un’azienda che intende:</p>
<ul>
<li>Crescere e aumentare il fatturato</li>
<li>Espandersi</li>
<li>Coprire spese correnti</li>
<li>Investire nell’export</li>
<li>Superare momenti di mancanza di liquidità</li>
</ul>
<p>Parlando di gestione finanziaria, non c&#8217;è una vera e propria differenza tra <strong>finanziamento</strong> e <strong>prestito,</strong> perciò i due termini possono essere usati come sinonimi.</p>
<p>Ad ogni modo, quando parliamo di prestito spesso ci riferiamo a un prodotto finanziario destinato al consumo (come l&#8217;acquisto di un bene) dell&#8217;utilizzatore finale, mentre per finanziamento intendiamo l’erogazione di una somma di denaro da investire in un progetto/acquisto mirato alla creazione di profitto.</p>
<p>In un bilancio, il passivo indica da quali fonti arrivano i finanziamenti dell’azienda, mentre l’attivo come sono impiegati tali mezzi.</p>
<p>Vediamo ora come si suddividono le forme di finanziamento in base alla durata e alla provenienza del denaro.</p>
<p>Ricordiamo che la scelta della forma (o delle forme) di finanziamento dipende dallo scopo per cui l’azienda decide di utilizzare il denaro e anche della fase della vita aziendale.</p>
<h5>La differenza tra finanziamento a breve termine e a medio-lungo termine</h5>
<p>Il finanziamento a breve termine ha una scadenza ridotta mentre quello a medio-lungo termine ha una <strong>scadenza contrattuale superiore ai 18 mesi</strong> e può durare oltre i 15 anni successivi.</p>
<p>Il capitale a breve termine serve in primis a finanziare i debiti collegati direttamente alla vendita di merci o servizi. Rientrano in queste categorie:</p>
<ul>
<li>credito in conto corrente</li>
<li>debiti verso fornitori</li>
<li>anticipi da parte di clienti</li>
</ul>
<p>Il finanziamento a medio-lungo termine è detto anche <strong>credito di scopo</strong> perché è necessaria una stretta correlazione tra il prestito erogato e l’investimento che deve essere finanziato. Inoltre, è difficile descrivere il suo grado di rischio perché scadenze lontane nel tempo rendono arduo prevedere l’andamento fiscale dell’azienda.</p>
<h5>La differenza tra finanziamento interno ed esterno</h5>
<p>Le fonti di finanziamento interne sono risorse monetarie già disponibili, come dice il nome, dentro l’azienda stessa.</p>
<p>L’autofinanziamento per esempio, usando l’utile di esercizio per coprire le spese ne è un esempio. È una condizione di indipendenza finanziaria in cui l’azienda non si rivolge ad altri soggetti.</p>
<p>Cosa che invece caratterizza il finanziamento esterno, che prevede proprio il rivolgersi a soggetti esterni come le banche.</p>
<h4>2. Il finanziamento bancario</h4>
<p>Ovviamente, è il finanziamento che viene richiesto in banca, il soggetto che più comunemente è deputato alla fornitura di denaro per le aziende (il 58,4% dei prestiti bancari in Italia è destinato alle imprese, come riportano i dati della Banca d’Italia per il 2022).</p>
<ul>
<li><em>Finanziamenti bancari a breve termine</em>
<ol>
<li><strong>Crediti di firma:</strong> fideiussione bancaria, avallo, credito documentario non prevedono l’erogazione di denaro</li>
<li><strong>Crediti di cassa:</strong> prevedono l’erogazione di denaro per l’azienda
<ul>
<li>Prestiti bancari diretti: come il fido bancario con l’apertura di una linea di credito e l’anticipazione bancaria</li>
<li>Operazioni di smobilizzo: prevedono la concessione di una somma di denaro grazie alla cessione di un credito</li>
</ul>
</li>
</ol>
</li>
</ul>
<ul>
<li><em>Finanziamenti bancari a medio-lungo termine</em>
<ol>
<li><strong>Mutui di scopo</strong>: come dice il nome, sono mutui legati a uno scopo ben preciso come l’acquisto di beni o un loro ammodernamento.</li>
<li><strong>Linea di credito</strong>: sarebbe corretto inserirla tra i finanziamenti a breve termine, anche se è rinnovabile a tempo indeterminato, anche perché è per lo più usata per coprire delle spese a scadenza ravvicinata.</li>
</ol>
</li>
</ul>
<h5>Il mutuo</h5>
<p>Spesso chiamato anche prestito, prevede un mutuante (la banca, per esempio) presta una somma di denaro a un mutuatario (ad esempio, l’impresa) con l’obbligo di restituirlo entro un termine prestabilito, in un’unica soluzione oppure a rate.</p>
<p>Il mutuo finanzia progetti precisi, come l’acquisto di un bene costoso, e prevede la presentazione di garanzie per essere erogato.</p>
<h6><em>Cosa va valutato?</em></h6>
<ul>
<li>I costi, soprattutto di interessi e commissioni</li>
</ul>
<p>Il mutuatario non ha l’obbligo di restituire solo l’importo ricevuto, ma anche gli interessi i cui tassi sono identificati nel TAN (tasso nominale) e TAEG (tasso effettivo): il primo indica gli interessi dovuti per il credito, il secondo include tutti i costi che vengono addebitati al cliente.</p>
<ul>
<li>Le garanzie, come un’ipoteca</li>
</ul>
<h5>Il credito in conto corrente</h5>
<p>È la forma più semplice di concessione di denaro da parte delle banche.</p>
<p>Si concede un <strong>fido </strong>con un limite massimo di credito. L’uso del fido è a tempo indeterminato e necessita del pagamento di interessi alla banca. Le imprese usano il conto corrente per i pagamenti e gli incassi, con questo sistema di fatto si finanzia l’attivo circolante.</p>
<h5>Anticipo</h5>
<p>È un presto che la banca eroga in caso di emergenza e per un breve periodo. Come garanzia si usano in genere le fatture che l’impresa deve riscuotere entro breve.</p>
<h5>Finanziamento a progetto</h5>
<p>È usato spesso nel settore delle costruzioni e prevede la restituzione della somma secondo condizioni particolari e non con rate regolari.</p>
<h5>Leasing finanziario</h5>
<p>Detta anche <strong>locazione finanziaria</strong>, è un contratto simile all’affitto con una durata determinata nel quale il locatore (in questo caso una banca) affitta al locatario (un’impresa) un bene in leasing (ad es. una macchina) per un determinato periodo.</p>
<p>Il locatario non possiede il bene, ma paga per poterlo usare per un certo numero di anni.</p>
<p>Il locatore, inoltre, spesso si assume l’onere di alcune prestazioni come la manutenzione o l’assicurazione del bene, determinando una sostanziale differenza con i classici contratti di affitto.</p>
<p>Esistono diverse forme di leasing e va ricordato che i costi sono detraibili.</p>
<p>In conclusione: un’impresa può rivolgersi ad una banca per ottenere il tipo di finanziamento più utile per le sue esigenze, ma essere coadiuvati da un esperto in grado di saper orientare l’imprenditore nella scelta è una marcia in più.</p>
<p>Allo <a href="https://www.valentinabonifazi.it/contatti/">studio Bonifazi</a> siamo sosteniamo i nostri clienti in tutte le fasi, dalla definizione del progetto da finanziare alla scelta dello strumento più adatto.</p><p>The post <a href="https://www.valentinabonifazi.it/2024/08/08/finanziamento-imprese-guida-chiara/">Finanziamento per le imprese: una guida chiara</a> first appeared on <a href="https://www.valentinabonifazi.it">Valentina Bonifazi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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